Le Mani del Maestro di Anand Darshana (Elena Scola)

La mia storia con Osho iniziò nel 1983, con il mio incontro con un sannyasin, Darvesh. È stato uno dei primi sannyasin italiani, a Pune 1. Attraverso lui mi arrivarono il silenzio e la beatitudine, e l’anelito a essere con Bhagwan, Osho. Osho dice: “Non sei tu che vai dal maestro, ma è il maestro che viene da te quando sei pronta/o”. Così è stato per me e pochi mesi dopo chiesi il sannyas e, dall’Oregon, mi arrivò via lettera il mio nome: Anand Darshana, Visione di Beatitudine. La spinta e l’energia che avevo dentro erano molto forti e il mio amore per il maestro… totale. Dopo averlo incontrato in Oregon, a Rajneeshpuram, (che nel frattempo si sfaldò, riportando Osho in India), sentivo fortissimo il richiamo di Pune, dell’India, e partii, da sola. Dopo un lungo viaggio (era il 1987) arrivai sfinita a Koregaon Park, al Gateless Gate. Con mia sorpresa riuscii a entrare al discorso serale, eccezionalmente. C’era la celebrazione per il Mahaparinirvana e quindi mi ritrovai subito in Buddha Hall, alla presenza di Osho. Uscii in estasi. Incontrai degli amici italiani e cenai con loro, in un ristorante lontano. Tornai a sera inoltrata a Koregaon Park e rifiutai gentilmente l’ invito di un’amica di farmi accompagnare con il rickshaw alla guesthouse: avevo bisogno di fare alcuni passi a piedi. Mi incamminai, piena di gioia, estasi… Ma anche molto stanca. Una voce dentro mi disse di mettere la borsa a tracolla, ma non l’ascoltai. In quel momento passò una moto e mi sfilò la borsa! Avevo dentro tutto! Passaporto, Traveller Chèques, biglietto aereo. Terrore e panico! Tornai all’Ashram per chiedere aiuto, ma mi dissero che senza passaporto non potevano farmi entrare. Ero sola, terrorizzata, disperata. Un indiano mi offrì aiuto, portandomi alla polizia e anche a cercare i ladri. Niente. Tornai alla mia guesthouse e passai la notte sveglia, con la consapevolezza che nessuno sapeva dove mi trovassi e che, senza passaporto e soldi, ero Nessuno… Sentivo la notte, il silenzio, l’Esistenza. Nulla più. Mi lasciai andare… La mattina dopo andai in Ashram. Mi venne incontro un amico, sorridente. Gli spiegai cosa mi era accaduto e lui mi disse: “Vedrai che si sistema tutto”. Io non potevo crederci, piangevo e basta. Be’, in effetti quella notte le Mani del Maestro erano scese su di me. E davvero tutto si sistemò in modo facile, aiutata da tutti. A Mumbai riuscii persino a ottenere il passaporto nuovo, dal console! E la cosa bella fu che il tutto mi portò a stare a Pune 6 mesi, anziché 3 settimane come avevo programmato. Lavorai in Ashram e fu uno dei periodi più belli della mia vita, con Osho che ancora dava discorsi la mattina e la sera, alcuni in Chuang-Tsu! Osho mi aveva tolto ogni sicurezza e mi aveva portato nel Flow of Life, il Flusso della Vita. Fiducia. È ancora oggi so, riconosco che questo è stato uno dei doni più grandi che ho ricevuto dal maestro. In gratitudine. sto è stato uno dei doni più grandi che ho ricevuto dal Maestro. 

In Gratitudine

Anand Darshana

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